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Salute · Dolori ai piedi

Borsite calcaneare

Aggiornato il 24 giugno 20164 capitoli5 domande frequenti
ossa del piede

La borsite calcaneare

La borsite calcaneare, spesso scambiata per una tendinite d’Achille, è una forte infiammazione della borsa situata nella zona in cui il tendine d'Achille si interseca sul calcagno al limite della fascia plantare. La borsa è, di fatto, una sorta di piccolo cuscino atto a lubrificare l’osso del calcagno e i tendini sovrastanti facilitando i movimenti e agendo da protezione dei tessuti limitando gli sfregamenti. Se le borse subiscono ripetutamente urti a causa del movimento, si infiammano, provocando dolore. La persona colpita avverte dolori assai intensi al calcagno e talvolta anche nella parte posteriore della pianta del piede. Le borse dolgono alla pressione e il calcagno è gonfio e arrossato e al tatto è quasi somigliante a una spugna. C'è un'esacerbazione della sintomatologia se si sta in punta di piedi pensando di alleviare il dolore.

Cause

La borsite calcaneare può essere dovuta a cause fisiche, come la presenza del piede cavo ovvero un piede con una volta plantare pronunciata o della spina calcaneare cioè un calcagno sporgente e allargato, una deformità del calcagno che può essere presente già alla nascita o che viene acquisita col tempo. Spesso, la borsite è causata dall'utilizzo di calzature consumate o strette o plantari non adeguati, oppure ancora da sforzi eccessivi come negli allenamenti degli sportivi che, infatti, sono maggiormente soggetti a questo stato infiammatorio a causa delle sollecitazioni a cui sottopongono i tendini. L'allenamento mette al riparo dalla borsite e non a caso l'infiammazione si presenta negli sportivi improvvisati che praticano sport saltuariamente o riprendono dopo un periodo di inattività e senza preparazione muscolare.

Diagnosi e cure

Il paziente lamenta un dolore molto forte e invalidante mentre cammina e, il calcagno, dolente quando si preme, presenta gonfiore e arrossamento. La borsite calcaneare si diagnostica tramite i sintomi riportati dal paziente in sede di visita e un'ecografia o una radiografia in cui si evidenzierà un ispessimento pronunciato della borsa dovuto al processo infiammatorio in atto. Il trattamento sarà secondo la causa che ha generato il problema, dopo che lo specialista avrà escluso tramite la diagnosi differenziale, altre possibili patologie del piede e in particolar modo quelle riguardanti il tendine d'Achille, che potrebbero provocare lo stesso tipo di dolore. Se la borsite sarà imputabile all'utilizzo di calzature o plantari non idonei, il medico consiglierà semplicemente di non indossarli più e di rimanere a riposo il tempo sufficiente per guarire.

Consigli

Antinfiammatori e pomate faranno il resto e solo nel caso in cui nonostante tutte le misure del caso adottate non siano state sufficienti a mitigare o curare il dolore, lo specialista potrebbe pensare di ricorrere alla chirurgia che tenderà essenzialmente a rimuovere le borse e a modellare nuovamente il calcagno. Se il problema sarà curato con molta attenzione e sin dagli esordi, si risolverà nel giro di poche settimane e il paziente potrà ritornare alle sue normali attività senza strascichi o ripercussioni. Se invece, si tenderà a sottovalutare l’infiammazione, rimandando e, di fatto, continuando a sottoporre la zona dolorante e infiammata a sollecitazioni e sfregamenti, allora la guarigione richiederà molto più tempo. Per evitare le recidive, il medico consiglierà inoltre di eseguire esercizi di stretching per rinforzare i talloni.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra borsite calcaneare e tendinite d’Achille?
    Sebbene i sintomi possano sovrapporsi, la distinzione fondamentale risiede nell'anatomia interessata. La borsite calcaneare colpisce specificamente la bursa, ovvero una piccola sacca piena di fluido che funge da cuscinetto lubrificante tra il tendine d'Achille e il calcagno. Questa struttura riduce l'attrito durante il movimento. Al contrario, la tendinite interessa direttamente il tessuto fibroso del tendine d'Achille. Entrambe le condizioni causano dolore nella parte posteriore del tallone, ma la borsite è caratterizzata da un gonfiore localizzato e sensibile al tatto, simile a una spugna, mentre la tendinite tende a manifestarsi con rigidità e dolore lungo il decorso del tendine stesso.
  • Come posso capire se ho una borsite calcaneare osservando il mio piede?
    I segni clinici più evidenti includono un dolore intenso al calcagno, specialmente quando si preme sulla zona posteriore del tallone. Osservativamente, noterai un gonfiore visibile e un arrossamento cutaneo nella zona interessata. Al tatto, la zona infiammata risulta calda e morbida, descrita spesso come simile a una spagna, a causa dell'accumulo di liquido nella bursa. Inoltre, il dolore peggiora significativamente quando stai in punta di piedi, un movimento che aumenta la compressione della bursa contro l'osso del calcagno. Questi sintomi indicano chiaramente un'infiammazione attiva della borsa.
  • Chi è più a rischio di sviluppare questa patologia e perché?
    Non sono solo gli atleti professionisti ad alto rischio; anzi, gli 'sportivi improvvisati' o chi riprende l'attività fisica dopo lunghi periodi di inattività sono i principali soggetti colpiti. Questo accade perché i loro tessuti non sono abituati agli shock ripetuti. Altri fattori di rischio includono anomalie anatomiche congenite o acquisite, come il piede cavo (con volta plantare molto arcuata) o la presenza di spine calcaneari (escrescenze ossee). Anche l'uso prolungato di calzature strette, consumate o plantari inadeguati contribuisce all'infiammazione continua della bursa per attrito meccanico costante.
  • Quanto tempo ci vuole per guarire dalla borsite calcaneare?
    La durata della guarigione varia notevolmente in base alla tempestività dell'intervento. Se la patologia viene riconosciuta nelle fasi iniziali e si adottano subito le misure corrette, come il riposo assoluto e la correzione delle calzature, la risoluzione può avvenire nel giro di poche settimane. Tuttavia, se l'infiammazione viene ignorata e si continua a sottoporre la zona a stress e sfregamenti, il processo guaritivo si prolunga drasticamente. In casi cronici o gravi che non rispondono alle terapie conservative, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere la bursa o modellare l'osso, allungando ulteriormente i tempi di recupero.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili oltre al riposo?
    Il trattamento inizia sempre con misure conservative: riposo, applicazione di ghiaccio e assunzione di antinfiammatori orali o topici. È cruciale eliminare le cause scatenanti, sostituendo scarpe strette o usurate con modelli comodi e utilizzando plantari ortopedici personalizzati se necessario. In assenza di miglioramento, il medico potrebbe valutare iniezioni di cortisone per ridurre l'infiammazione locale. Solo nei casi refrattari, dove il dolore persiste nonostante tutte le cure conservatrici, si ricorre alla chirurgia per asportare la bursa infiammata o correggere eventuali deformità ossee del calcagno che causano l'attrito persistente.

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