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Mononucleosi globuli bianchi

Aggiornato il 07 giugno 20174 capitoli4 domande frequenti
La mononucleosi è la malattia del bacio

Mononucleosi globuli bianchi, qual è il legame

Parlando di mononucleosi globuli bianchi, c'è da dire che esiste una relazione più che diretta ed è un rapporto ormai certificato dalla scienza medica ufficiale. Quando il livello dei leucociti è molto basso rispetto ai valori normali, sicuramente nel nostro organismo è in atto un processo infiammatorio. In qualche caso l'infezione può essere la mononucleosi, una malattia virale estremamente contagiosa che si manifesta proprio attraverso un consistente abbassamento dei globuli bianchi. Dunque, monitorare i livelli di globuli bianchi può essere considerato una terapia preventiva contro la mononucleosi. La patologia dura tra le 5 e le 6 settimane e comporta febbre, dolori, inappetenza, cefalea persistente, con possibili e frequenti tonsilliti. Colpisce soprattutto gli adolescenti ed è chiamata anche malattia del bacio perché si trasmette per via virale, soprattutto attraverso lo scambio di saliva. È molto diffusa anche tra i bambini per la loro attitudine a portare alla bocca giocattoli o oggetti.

Mononucleosi globuli bianchi, quali sono i valori normali

Dell'argomento mononucleosi globuli bianchi abbiamo già detto che c'è una relazione diretta tra l'infezione e i leucociti: i livelli di leucociti che differiscono dal normale sono un campanello d'allarme da non sottovalutare. Per scoprire se avete contratto il virus della mononucleosi basta eseguire le analisi del sangue, chiedendo al vostro medico di valutare il quadro dell'emocromo e la formula. I valori considerati normali dei leucociti oscillano tra i 4mila e i 10mila in un millilitro cubo di sangue, con una fascia di tolleranza particolare per anziani e bambini. Al di sotto della soglia minima dei 4mila globuli bianchi o al di sopra di quella massima dei 10mila, vi suggeriamo di contattare il vostro medico e approfondire le indagini per capire se avete la mononucleosi o qualche altra malattia virale infettiva. Normalmente, i soggetti affetti da mononucleosi presentano la cosiddetta leucocitosi, un aumento vertiginoso dei valori di globuli bianchi che possono arrivare fino ai 20mila in un millilitro cubo di sangue.

Mononucleosi e globuli bianchi, quali test fare

Sul fronte mononucleosi globuli bianchi c'è da sapere che non sempre l'analisi dei leucociti è sufficiente per diagnosticare una mononucleosi. Spesso è necessario associare altri test per ottenere la certezza che si è affetto da questa infezione virale. Il primo sistema è il test di Paul-Bunnell che consente di ricercare, nel siero del sangue, gli anticorpi specifici della mononucleosi: la presenza di questi anticorpi eterofili equivale, nel 90% dei casi, ad aver contratto l'infezione. C'è poi il test rapido monotest che, però, ha un margine di errore molto alto con il 25% di falsi negativi e il 10% di falsi negativi. Questa analisi, che si presenta nelle forme di uno stick monouso sul quale inserire un campione di saliva, è veloce ma poco affidabile. Infine per i bambini sotto i 14 anni e i neonati è indispensabile un'altra indagine, la ricerca nel dna virale della presenza di linfocibi B: nel caso di contrazione della mononucleosi, i livelli di bilirubina e fosfatasi alcalina risultano alterati mentre le transaminasi superano la soglia dei 20.

Cure e rimedi

L'ultimo capitolo dell'argomento mononucleosi globuli bianchi è dedicato alla cura. La mononucleosi comporta un'alterazione significativa dei valori dei globuli bianchi, la comparsa di febbre, dolori, tonsillite, vomito, diarrea e malessere diffuso. Una volta ottenuta una diagnosi, la cura è uguale in tutti gli episodi ed è molto semplice: gli antibiotici vanno somministrati soltanto nei casi in cui l'infezione virale è accompagnata da infiammazione delle tonsille o della faringe. Normalmente la terapia farmacologica prevede l'assunzione di farmaci fans contro il dolore e la febbre come antipiretici e antidolorifici. Ai farmaci vanno associati totale riposo, abbondante idratazione e dieta molto leggera, preferibilmente in bianco. La malattia ha un decorso massimo di sei settimane nelle quali, tuttavia, può essere trasmessa attraverso la saliva in via diretta o indiretta: fate attenzione, perciò, quando bevete o mangiate. In ogni caso consultate il vostro medico di base prima di assumere farmaci e ripetete le analisi del sangue dopo la guarigione.

Domande frequenti

  • Quali sono i valori normali dei globuli bianchi e come cambia la situazione nella mononucleosi?
    I valori normali dei leucociti nel sangue oscillano generalmente tra 4.000 e 10.000 per millimetro cubo. Nella mononucleosi, invece di un calo, si verifica spesso una condizione opposta chiamata leucocitosi, con un aumento significativo dei globuli bianchi che può arrivare fino a 20.000 per millimetro cubo. Questo innalzamento indica che l'organismo sta combattendo attivamente l'infezione virale. Tuttavia, la presenza di valori anomali, sia in eccesso che in difetto, richiede sempre un approfondimento medico tramite emocromo completo per escludere altre patologie infettive.
  • Come si diagnostica la mononucleosi? Sono sufficienti le analisi del sangue standard?
    Le analisi del sangue standard mostrano alterazioni nei globuli bianchi, ma non bastano per una diagnosi certa. È necessario ricorrere a test specifici. Il più affidabile è il test di Paul-Bunnell, che cerca gli anticorpi eterofili nel siero e risulta positivo nel 90% dei casi. Esiste anche il test rapido (monotest), ma ha un alto tasso di errori, con molti falsi negativi. Nei bambini piccoli e nei neonati, poiché gli anticorpi potrebbero non essersi ancora sviluppati, è fondamentale analizzare il DNA virale per confermare la presenza del virus di Epstein-Barr.
  • La mononucleosi si cura con antibiotici o ci sono rimedi naturali efficaci?
    Essendo una malattia virale, la mononucleosi non risponde agli antibiotici, che vengono prescritti solo se sopravviene una sovrainfezione batterica alle tonsille o alla faringe. La terapia principale è sintomatica e si basa sul riposo assoluto, sull'idratazione costante e su una dieta leggera. Si utilizzano farmaci FANS o antipiretici per gestire febbre e dolori. Non esistono cure specifiche antivirali; il corpo deve eliminare il virus spontaneamente nell'arco di 5-6 settimane. Integratori o fitoterapici possono supportare il sistema immunitario, ma devono essere valutati dal medico per non interferire con la fase acuta.
  • Quanto dura la malattia e quanto tempo bisogna evitare contatti stretti?
    Il decorso clinico della mononucleosi varia solitamente tra le cinque e le sei settimane, durante le quali si manifestano febbre, malessere generalizzato e mal di gola. La trasmissione avviene principalmente attraverso la saliva, motivo per cui è detta 'malattia del bacio'. Anche dopo la scomparsa dei sintomi principali, il virus può rimanere attivo e trasmissibile per diversi mesi. È consigliabile evitare scambi di bicchieri, posate e contatti intimi per tutto il periodo della malattia e consultare il medico prima di riprendere attività fisica intensa, dato il rischio di ingrossamento della milza.

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