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lussazioni

Aggiornato il 31 maggio 20132 capitoli4 domande frequenti
lussazione

Lussazioni cause

Lo scheletro umano, è composto da moltissime ossa, circa duecento, che vanno a comporre le articolazioni che possono essere fisse, mobili e semimobili. Ogni articolazione, poi, è completamente circondata da muscoli e legamenti, che sono tutelati dalla presenza dei muscoli. Accade che a seguito di un trauma, o anche di un urto, le ossa, possono subire delle lesioni, più o meno gravi. La lussazione, anche apostrofata come slogatura, è un trauma osseo, che tende a determinare la distanza tra diversi capi di un’articolazione; solitamente queste infatti, sono in rapporto tra loro e collaborano per dare vita al movimento. Quando si verifica una lussazione, avviene un vero e proprio slittamento tra le capsule dei legamenti che favoriscono la stabilizzazione dell’articolazione. Questo spostamento dei capi articolari, molto spesso, viene accompagnato da una lesione o rottura del tessuto cartilagineo. Quando viene coinvolta la cartilagine, accade che la situazione, tende a degenerare, perché se la lesione è solo di tipo articolare, il problema può essere considerato risolvibile, mentre se è anche di tipo nervoso, si tende a perdere la sensibilità, per cui la lussazione è in principio maggiormente dolorosa, ed in seguito traumatica. Le lussazioni vengono apostrofate come complete ed incomplete: Nel primo caso, o capi ossei che sono interessati dalla lussazione, tendono a separarsi completamente, ed in questo specifico caso, la lussazione è maggiormente dolorosa, e la fase di degenza, è più lunga e traumatica. Nel secondo caso, la lussazione può essere definita come parziale, in quanto, accade che anche se in parte separati, i due capi ossei, mantengono un punto di contatto. In questo specifico caso, tra le due articolazioni interessate avviene una sorta di slittamento. Per ovviare al trauma, è necessario l’intervento medico: i due capi ossei andranno riposizionati nuovamente nella loro posizione iniziale con una manovra; solo nei casi più gravi, sarà necessario intervenire con una manovra chirurgica. Se i due capi dell’articolazione, tendono a sistemarsi nuovamente e da soli, il trauma viene apostrofato come distorsione articolare. La lussazione è un trauma che può interessare tutte le ossa presenti nello scheletro, ma con maggiore frequenza, tendono a colpire le spalla, il gomito, o anche il ginocchio, in particolare la rotula. Solitamente la lussazione, si manifesta a causa di un urto molto forte, dunque di un trauma, o anche di un movimento esagerato, che tende a superare il limite delle possibilità consentite da quella specifica articolazione. Da quanto sottolineato sopra, è chiaro che la lussazione è un trauma comune, che colpisce le articolazioni mobili e dunque, in particolare le articolazioni di coloro che praticando sport che richiedono movimenti ampi o contatti continui, sono maggiormente esposti a questa tipologia di traumi. La lussazione è facilmente riconoscibile per una serie di sintomi che si manifestano uno dopo l’altro: la zona interessata presenta dolori alla palpazione, è ricca di ecchimosi, gonfia e soprattutto impossibile da muovere.

Come curare le lussazioni

Quando si verificano eventi del genere, solitamente ci si trova di fronte ad una lussazione dell’articolazione. Per stilare una diagnosi, il medico, richiederà una risonanza magnetica della zona e anche una radiografia, che consenta di mostrare cosa è avvenuto a seguito del trauma, quanto è grave la lussazione e soprattutto se sono presenti fratture, rotture, lesioni che siano ossee o cartilaginee. Una volta analizzata la radiografia, il medico, dovrà intervenire riposizionando la spalla, o l’articolazione in questione. Succede a questa fase, la fase della terapia. Quando sarà terminata la manovra, che andrà assolutamente eseguita in anestesia locale per evitare dolore, il paziente dovrà stare a riposo, ed iniziare una cura di antinfiammatori e antidolorifici, che dovranno essere specificatamente somministrati dal medico curante, dunque dall’ortopedico, in questo caso. Quando si ha una lussazione, è molto importante intervenire immediatamente, tra le ventiquattro e le quarantotto ore, prima che inizino i fenomeni cicatriziali, che renderebbero in seguito impossibile la manovra. E’ molto importante applicare del ghiaccio sulla zona interessata, subito dopo il trauma; il paziente non va toccato assolutamente, ma va immobilizzato fino a quando non verrà controllato dal medico. La lussazione, dopo la manovra medica, andrà curata con una specifica terapia riabilitativa, che consenta al paziente di riprendere movimento con tranquillità, impendendo anche una nuova lussazione. Non esiste una via preventiva che impedisca traumi come questo, è semplicemente necessario rafforzare la massa muscolare al fine di riuscire a potenziare la zona interessata. Le ossa, sono importantissime, ma anche molto delicate: una cura a base di calcio, può aiutare a rafforzare i tessuti, e a migliorare la qualità dei movimenti e soprattutto a prevenire anche numerosi traumi come lussazioni fratture e distorsioni.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi passi da seguire immediatamente dopo aver subito una lussazione?
    In caso di sospetta lussazione, è fondamentale non tentare mai di rimettere a posto l'osso da soli. Il paziente deve rimanere immobile per evitare danni aggiuntivi a nervi, vasi sanguigni o tessuti molli. È consigliabile applicare ghiaccio avvolto in un panno sulla zona colpita per ridurre gonfiore e dolore, mantenendo l'arto nella posizione più comoda possibile. Successivamente, bisogna recarsi tempestivamente al pronto soccorso o contattare un ortopedico. Solo un professionista potrà eseguire la riduzione (manovra di riposizionamento) sotto anestesia locale, generalmente entro 24-48 ore, prima che si formino tessuto cicatriziale che complicherebbe la procedura.
  • Come si distingue una lussazione da una semplice distorsione?
    La differenza principale risiede nel grado di separazione delle ossa nell'articolazione. Nella lussazione completa, i capi ossei si separano totalmente, causando deformità visibile, immobilità assoluta dell'arto e dolore intenso. Nella lussazione incompleta (o sublussazione), c'è ancora un punto di contatto tra le ossa. La distorsione, invece, non comporta lo spostamento permanente dei capi ossei fuori dalla loro sede anatomica, ma implica lo stiramento o la rottura dei legamenti che tengono insieme l'articolazione. Entrambe le condizioni causano dolore e gonfiore, ma la lussazione richiede quasi sempre una riduzione manuale immediata, mentre la distorsione si gestisce prevalentemente con riposo e terapia conservativa.
  • Quanto dura il periodo di recupero e riabilitazione dopo una lussazione?
    I tempi variano in base alla gravità del trauma e all'articolazione coinvolta, ma il processo è lungo. Dopo la riduzione chirurgica o manuale, segue una fase di immobilizzazione per permettere la guarigione dei tessuti lesionati. La vera ripresa funzionale avviene attraverso una terapia riabilitativa specifica, che può durare diverse settimane o mesi. Questo percorso è cruciale per recuperare l'ampiezza di movimento, la forza muscolare e la stabilità articolare, prevenendo recidive. Senza una corretta riabilitazione, il rischio di nuove lussazioni aumenta significativamente, specialmente nelle articolazioni più soggette a traumi come la spalla.
  • È possibile prevenire le lussazioni negli sportivi?
    Non esiste un metodo infallibile per impedire completamente le lussazioni, poiché spesso derivano da traumi accidentali o movimenti improvvisi. Tuttavia, si può ridurre drasticamente il rischio rafforzando la massa muscolare intorno alle articolazioni chiave. Muscoli forti agiscono come stabilizzatori naturali, assorbendo gli urti e limitando i movimenti eccessivi che potrebbero causare lo slittamento osseo. Inoltre, l'uso di protezioni specifiche durante gli sport a contatto, il corretto riscaldamento pre-allenamento e il rispetto delle tecniche sportive corrette sono misure essenziali. Un'integrazione adeguata di calcio e nutrienti per la salute ossea supporta inoltre la struttura scheletrica generale.

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