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Embolo

Aggiornato il 24 settembre 20264 capitoli4 domande frequenti
Embolo

Tipi di embolo

Un embolo è un corpo estraneo che attraversando le vene va a raggiungere un vaso troppo stretto che non gli permette di passare, il flusso sanguigno si troverà così ad essere ostruito. Esso può essere costituito da coaguli di sangue, in questo caso si parlerà di trombosi. Può essere anche una massa grassa e prenderà il nome di embolia lipidica derivante dalla rottura di un osso che il più delle volte riguarda il bacino. L'embolia gassosa è provocata da un embolo di gas ed è più frequente in coloro i quali praticano immersioni subacquee, più raramente in altre situazioni. Anche nelle gestazioni esistono dei rischi derivanti dall'embolia da liquido amniotico il quale può entrare nel circolo sanguigno materno provocando allergie. L'embolia da colesterolo deriva da una placca arteriosclerotica.

Sintomi

Le embolie più pericolose e comuni sono quelle derivanti da coaguli ematici. Se colpiscono il cervello prendono il nome di embolie cerebrali, cause frequenti di ictus; se un embolo ostruisce un'arteria polmonare, prende il nome di embolia polmonare. I sintomi di un'embolia polmonare non sono facilmente riconoscibili perché variano da individuo a individuo. Possono presentarsi forti dolori al petto, respiro corto, tosse con presenza di sangue e muco, sensazione di svenimento. Molte embolie polmonari sono causate da un trombo a una gamba, per cui è possibile avvertire dolore e gonfiore in quella sede. Le embolie cerebrali avvengono il più delle volte senza preavviso; eventuali sintomi possono essere intorpidimento, confusione, difficoltà a parlare, perdita della vista, mancanza di equilibrio, stordimento.

Fattori di rischio

Anche se chiunque può sviluppare un embolo esistono dei fattori che aumentano il rischio. Avere avuto un familiare con una storia di embolia rappresenta una probabilità in più di sviluppare emboli. Alcuni tipi di tumori, quali quelli al pancreas, all'ovaio, e molti altri che sviluppano metastasi, così come le chemioterapie possono aumentare la probabilità di mettere in circolo sostanze che formano emboli. Gli interventi chirurgici in genere espongono ad un maggior rischio di embolie quanto più si è rimasti sotto anestesia generale, così come permanenze prolungate a letto. Le malattie cardiovascolari rappresentano un pericolo sia per embolie polmonari che cerebrali. Il fumo, il sovrappeso, l'uso di estrogeni per evitare gravidanze e la gravidanza in sé, a causa del peso del feto sulle vene del bacino, sono tutti fattori di rischio.

Terapia

L'embolia polmonare o cerebrale è trattata solitamente con terapia farmacologica. Lo scopo principale del trattamento è arrestare la crescita dell'embolo ed evitare che si formino nuovi coaguli. La terapia può includere farmaci anticoagulanti, tra i quali l'eparina, che diluiscono il sangue e rallentano la capacità di formare nuovi grumi, tuttavia questi non agiscono su emboli preesistenti. Se i sintomi sono severi le terapie saranno tanto più urgenti per evitare rischi per la vita. I trombolitici sono farmaci che velocemente dissolvono i coaguli di sangue ma, poiché possono provocare improvvise emorragie, sono utilizzati solo se il paziente è in pericolo di vita. Quando i farmaci non sono somministrabili i medici possono fare uso di un catetere per rimuovere l'embolo, più raramente viene indicato un trattamento chirurgico.

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali d'allarme principali di un'embolia polmonare?
    I sintomi di un'embolia polmonare possono variare notevolmente da persona a persona, rendendola talvolta difficile da riconoscere immediatamente. I segni più comuni includono forte dolore al petto, difficoltà respiratorie o respiro corto, tosse accompagnata da sangue e muco, e una sensazione improvvisa di svenimento o vertigini. È fondamentale notare che spesso queste embolie hanno origine da un trombo formato in una gamba; pertanto, la presenza di dolore, rossore o gonfiore localizzato in una delle estremità inferiori può essere un indicatore precoce. Data la gravità potenziale, qualsiasi combinazione di questi sintomi richiede un immediato intervento medico per prevenire complicazioni fatali.
  • Cosa distingue un embolo da un trombo?
    La distinzione principale risiede nella mobilità e nella posizione. Un trombo è un coagulo di sangue che si forma e rimane fisso all'interno di un vaso sanguigno, ad esempio nelle vene profonde delle gambe. Un embolo, invece, è un corpo estraneo che si stacca dal suo punto di origine (spesso proprio un trombo) e viaggia attraverso il flusso sanguigno finché non si blocca in un vaso più stretto, ostruendolo completamente. Mentre il termine 'trombosi' indica la formazione del coagulo locale, 'embolia' descrive l'ostruzione causata dal materiale migrato. Entrambi i fenomeni sono gravi e richiedono attenzione medica immediata.
  • Chi è maggiormente a rischio di sviluppare un'embolia?
    Sebbene chiunque possa subirne uno, il rischio aumenta significativamente in presenza di specifici fattori. Una storia familiare di embolie eleva la predisposizione genetica. Patologie come tumori (specialmente pancreas e ovaio) e le relative chemioterapie favoriscono la coagulazione anomala. Interventi chirurgici recenti, specialmente con anestesia generale, e lunghi periodi di immobilità a letto sono fattori scatenanti noti. Inoltre, condizioni cardiovascolari pregresse, fumo, obesità, uso di contraccettivi orali contenenti estrogeni e la stessa gravidanza (dovuta alla pressione del feto sulle vene pelviche) contribuiscono ad aumentare la probabilità di eventi embolici.
  • Come viene curata un'embolia polmonare o cerebrale?
    Il trattamento mira principalmente a impedire l'ingrandimento dell'embolo esistente e a prevenire la formazione di nuovi coaguli. La prima linea terapeutica prevede farmaci anticoagulanti, come l'eparina, che fluidificano il sangue rallentando la coagulazione, anche se non sciolgono direttamente l'embolo già presente. Nei casi più gravi e potenzialmente letali, si ricorre ai trombolitici, farmaci potenti che dissolvono rapidamente i coaguli, ma che comportano il rischio di emorragie interne. Se i farmaci non sono sufficienti o tollerati, i medici possono intervenire meccanicamente utilizzando un catetere per rimuovere l'ostruzione, oppure, in rari casi estremi, tramite chirurgia aperta.

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