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Allattamento a richiesta

Aggiornato il 25 febbraio 20196 capitoli5 domande frequenti
allattamento al seno

L'allattamento

L’arrivo di un bambino è un momento di grande gioia per tutta la famiglia. Per la neomamma è però ricco anche di ansie e apprensioni, in particolar modo se si tratta della prima gravidanza. Molti dubbi sorgono per quanto riguarda l’alimentazione del neonato: tutti ormai sappiamo che l’allattamento al seno è largamente preferibile alle soluzioni artificiali. Ciò che però può apparire scontato e istintivo, alle volte può presentare delle difficoltà, in particolare nei primi giorni dopo il parto. Si viene allora assalite da dubbi e paure: il bambino sta bene? Mangia abbastanza? Il latte è nutriente? È bene allora partire informate, seguendo corsi pre-parto e, almeno inizialmente, farsi seguire con regolarità da ostetriche esperte.

Tipi di allattamento

Fino a qualche decennio fa il metodo di allattamento più diffuso era quello “a orario” che consisteva nell’attaccare al seno il lattante ogni 3-4 ore, indipendentemente dalle sue esigenze e dai suoi eventuali lamenti. Ciò consentiva, è vero, una maggiore libertà alla neomamma, ma non sempre garantiva al bambino la giusta serenità. Col passare del tempo si è lentamente imposto il concetto di “allattamento a richiesta”, basato esclusivamente sulle necessità del piccolo; si tratta di essere sempre a sua disposizione soddisfacendo il suo bisogno ogni volta lo desideri. Quando prima si pensava che il pianto fosse spesso legato a noia, adesso lo si collega sempre ad una necessità fisiologica o ad un bisogno di affetto che va soddisfatto: contribuiremo così a creare un legame solido ed equilibrato.

Come funziona?

La vita di una neomamma è fatta di dolcezza, scoperte e soddisfazioni, ma anche di fatica. L’allattamento a richiesta non fa eccezione: è il migliore, ma richiede, almeno per i primi tempi, dedizione assoluta. Nelle prime settimane non sempre tutto va liscio perché bisogna attendere che le poppate e la produzione di latte si regolarizzino. Solamente perseverando con grande pazienza si arriverà al giusto equilibrio. Passati i primi tempi, infatti, si instaurerà un rapporto simbiotico tra seno e lattante: proprio quest’ultimo, con la sua suzione, stimolerà la produzione di latte nella giusta quantità e nei tempi ideali. Ricordiamo poi che seguendo questo “ritmo” naturale varierà anche la composizione del latte all’interno della poppata: prima risulterà più ricco di grassi e nutrienti, in ultimo più dissetante.

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi sono moltissimi: il bambino viene nutrito secondo le sue necessità e, col passare del tempo, il suo appetito si regolarizza entrando in equilibrio con la produzione della madre. Si instaura poi un corretto ritmo sonno-veglia, importante per la serenità di tutta la famiglia. A favorirlo è anche il minore stress in cui incorrono tutti i membri coinvolti: il bambino non viene svegliato per imporre una poppata e non si causano così inutili pianti. Non bisogna però nascondere che, soprattutto nelle prime settimane, questo metodo risulta essere molto stancante per la madre perché richiede la sua presenza continua per monitorare i “segnali” di fame del bambino. Può rendersi necessario provare ad attaccarlo moltissime volte, di giorno e di notte, prima che cominci a crearsi l’equilibrio “suzione-produzione”.

Come capire che il bambino ha fame?

Soprattutto nelle prime fasi è importante aver acquisito queste nozioni per poter interpretare correttamente i segnali che ci invia il bambino. Il primo indizio è senza dubbio il pianto e l’agitazione…non sempre però il neonato che piange ha fame. Alle volte richiede attenzione oppure vuole essere cambiato o ha magari male al pancino. Dobbiamo avere allora anche altri riferimenti. Consigliamo allora di guardare la bocca: la muoverà mimando la suzione. Spesso metterà la mano vicino alla bocca e, in ultimo, ruoterà la testa nell’atto di cercare il seno della madre. Interveniamo sempre il prima possibile, senza far aspettare: il pianto esagerato, oltre a causare stress, lo porta ad attaccarsi al seno con molta voracità. Succhierà così molta aria , causa principale delle dolorose colichette.

Come regolarizzare l’allattamento

Come abbiamo detto nei primi mesi è importante essere a disposizione completa del bambino, soddisfacendo sempre le sue necessità a richiesta. Ogni neonato ha i suoi tempi e i suoi modi e dobbiamo essere noi ad adattarci. A partire però dal terzo-quarto mese è possibile cominciare a distanziare le poppate, cercando di dare orari il più possibile regolari e magari allungando i tempi durante la notte. Bisogna tenere presente che le dimensioni dello stomaco sono inizialmente davvero esigue (3 cm di diametro): può rendersi necessario attaccare il bambino anche 12 volte al giorno. In breve tempo però le dimensioni aumentano e quindi sta a noi inserire qualche regola. L’allattamento deve essere esclusivo fino a 6 mesi; si suggerisce però di proseguire fino almeno all’anno, integrando con altri alimenti e riducendolo il latte gradatamente.

Domande frequenti

  • Quali sono i segnali precoci di fame nel neonato prima che inizi a piangere?
    È fondamentale riconoscere i primi indicatori di fame per evitare che il bambino arrivi allo stadio del pianto, che indica già un livello avanzato di disagio. I segnali precoci includono movimenti della bocca come se cercasse di succhiare, portare le mani alla bocca o leccarsi le labbra. Un altro segnale distintivo è il movimento laterale della testa, noto come riflesso di ricerca, con cui il neonato gira il viso verso la fonte del nutrimento. Riconoscere questi gesti tempestivamente facilita l'attacco al seno, riduce lo stress del bambino e previene l'ingestione di aria che potrebbe causare coliche gassose successive.
  • Quanto spesso deve poppare un neonato nei primi giorni di vita?
    Nei primi giorni e settimane, la frequenza delle poppate può essere molto elevata, arrivando fino a 12 volte al giorno o più. Questo accade perché lo stomaco del neonato è estremamente piccolo, con un diametro iniziale di circa 3 centimetri, e necessita di piccoli pasti frequenti per crescere adeguatamente. Inoltre, questa frequenza costante è essenziale per stimolare la produzione di latte materno, stabilendo quel meccanismo di 'suzione-produzione' che garantirà una riserva lattea sufficiente. Man mano che lo stomaco cresce, le poppate tenderanno naturalmente a distanziarsi leggermente, specialmente dopo il terzo mese.
  • Cosa cambia nella composizione del latte durante una singola poppata?
    Durante l'allattamento a richiesta, la composizione del latte varia dinamicamente all'interno della stessa sessione di poppata. Inizialmente, il latte prodotto è più ricco di grassi e nutrienti energetici, fondamentali per saziare il bambino e favorire la crescita. Verso la fine della poppata, il latte diventa progressivamente più acquoso e dissetante, fornendo idratazione necessaria. Questa evoluzione naturale assicura che il neonato riceva sia l'energia necessaria per svilupparsi sia i liquidi vitali per mantenersi idratato, adattandosi perfettamente alle sue esigenze fisiologiche in tempo reale senza bisogno di aggiustamenti esterni.
  • Quando è possibile iniziare a regolare gli orari delle poppate?
    La regolamentazione degli orari non dovrebbe avvenire prima dei tre-quattro mesi di età del bambino. Nei primi mesi, l'allattamento deve essere esclusivamente a richiesta per permettere al piccolo di crescere e alla madre di stabilire la corretta produzione di latte. Dopo il quarto mese, quando lo stomaco del bambino si è ampliato e la suzione è diventata più efficiente, è possibile introdurre una certa regularità, distanziando gradualmente le poppate e cercando di allungare i periodi notturni. Tuttavia, questa transizione deve essere graduale e rispettosa dei ritmi individuali del neonato, senza forzature rigide.
  • Quali sono i principali vantaggi dell'allattamento a richiesta rispetto a quello a orario?
    L'allattamento a richiesta offre numerosi benefici psicologici e fisiologici. Permette al bambino di soddisfare i propri bisogni fisiologici immediati, creando un senso di sicurezza e fiducia che rafforza il legame emotivo con la madre. Riduce lo stress sia per il neonato, che non viene svegliato contro la sua volontà, sia per la madre, evitando la frustrazione dei pianti incontrollabili. Inoltre, garantisce una produzione di latte ottimale e sincronizzata con le effettive necessità del piccolo, stabilizzando il ritmo sonno-veglia della famiglia nel lungo termine e prevenendo problemi digestivi legati a un attacco al seno troppo frettoloso o tardivo.

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