Abbronzatura e bellezza
Nel campo dell'estetica non bisogna trascurare sicuramente l'abbronzatura. Avere una pelle un pò più scura inevitabilmente ci rende più belli e piacenti, questo perché di solito il pallore della pelle tende a causare effetti depressivi non indifferenti. Con ciò non significa che chi ha una carnagione chiara sia depresso, ma semplicemente che tenderà a piacersi di meno perché una pelle fin troppo pallida inevitabilmente non riesce ad esprimere vivacità e soprattutto colore. L'aspetto emotivo dato dall'abbronzatura non bisogna trascurarlo. Una persona abbronzata si sentirà meglio con sé stessa, non è un caso ad esempio che molte donne con la carnagione un pò più scura tenderanno a truccarsi di meno. Cipria, fondotinta, phard sono tutti prodotti cosmetici che hanno il compito di rendere il volto un pò più scuro di una donna, in questo modo sembrerà più bella. Grazie però all'abbronzatura si eviterà, soprattutto in estate, di utilizzare tali prodotti.
I solarium
Cosa accade però quando ci si vuole abbronzare anche in inverno? Ecco che i centri estetici hanno dato vita ai vari solarium. Le classiche lampade abbronzanti garantiscono una pelle scura ottenuta in modo artificiale. Sono moltissimi i giovani che si recano nei vari solarium per questo tipo di abbronzatura, anche se molte volte si esagera. La carnagione scura ottenuta grazie ai solarium è principalmente finta, si nota una certa differenza con quella acquisita grazie ai raggi del sole. Il colore innanzitutto tenderà ad essere più scuro, ma l'effetto naturale non sarà per niente evidente. Sono ormai sempre più poche le persone che non si sono mai concesse una lampada abbronzante, questa è una moda che difficilmente passerà, proprio perché il culto dell'abbronzatura ha numerosi seguaci. C'è però il rischio che tale passione per i solarium possa trasformarsi in una vera e propria dipendenza.
La tanoressia
Esiste un disturbo, descritto da diversi studi di medicina anche se non riconosciuto come malattia a sé, che evidenzia questa assoluta voglia di abbronzarsi a tutti i costi. Si tratta della tanoressia, vera e propria dipendenza dai raggi UV che sta prendendo sempre più piede soprattutto tra i giovanissimi. Qui c'è la non accettazione del colorito della propria pelle e scatta quel meccanismo di dipendenza difficile poi da superare. In questo caso deve intervenire lo psicologo per aiutare i tanoressici. Ci si chiede se l'abbronzatura dei solarium sia più dannosa di quella naturale. In realtà i raggi del sole sono di due tipi, UVA e UVB; questi ultimi sono quelli più dannosi che poi provocano alla pelle scottature, con gonfiore e conseguente dolore. Gli UVA sono lo stesso dannosi, anche se tali danni non sono visibili, avvengono più internamente alla pelle. Le lampade abbronzanti emettono soprattutto raggi UVA e dal 2009 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro le classifica tra gli agenti cancerogeni certi per l'uomo; in Italia il loro uso è vietato ai minori di 18 anni. Questo è uno dei motivi per cui l'esposizione prolungata al sole provoca tumori della pelle. Per prevenire tale situazione è necessario proteggersi con delle apposite creme solari che si trovano in commercio, ma ovviamente l'attenzione deve essere totale, non si deve insomma pensare che applicata una sola volta sul corpo il suo effetto di protezione possa durare per tutto il giorno. Diventa necessario riuscire ad applicarla, soprattutto se si è sulla spiaggia, almeno ogni due ore.
Abbronzatura artificiale meno dannosa di quella naturale
L'abbronzatura artificiale, quella conquistata attraverso i solarium, non è così dannosa come invece alcuni studi in passato hanno voluto far credere. Generalmente le varie docce o lettini abbronzanti riproducono i raggi UV, ma non sono dannosi come si è sempre creduto. Molti medici addirittura consigliano tale abbronzatura artificiale. Non tutti sanno che i raggi ultravioletti sono importanti per la salute delle nostra ossa, essi contengono grandi quantità di vitamina D e di solito durante la normale alimentazione non si riesce più di tanto ad assimilare tale vitamina. Questa è fondamentale per manentere le ossa sempre forti, la vitamina D dà il giusto apporto di calcio al nostro sistema scheletrico e si prevengono in questo modo le principali malattie legate proprio alle ossa. Ecco che allora l'abbronzatura nei solarium acquista una notevole importanza. E' anche vero però che con l'esposizione frequente ai raggi ultravioletti si ha un rapido invecchiamento della pelle e una maggiore possibilità di avere un cancro alla pelle. La protezione deve essere quindi il principale fattore di sicurezza nel campo dell'abbronzatura che essa sia artificiale o naturale.
Regole da rispettare nei solarium
Ci sono però delle regole da rispettare per chi decide di abbronzarsi nei vari solarium, dei consigli utili al fine di evitare qualsiasi tipo di problema alla propria salute. Il primo punto è avere i 18 anni di età; bisogna poi far passare minimo 48 ore tra una seduta e l'altra; è meglio concedersi durante l'anno al massimo 5 o 6 sedute di abbronzatura nei solarium; è importante non avere alcuna traccia di cosmetico durante tale seduta; meglio evitare di recarsi in un solarium quando si fa uso di farmaci, questi possono favorire la formazione di macchie sulla pelle; se si ha problemi di acne o di qualsiasi tipo di malattia della pelle è assolutamente sconsigliato farsi le lampade; proteggere la propria pelle con la crema solare; è sempre meglio applicare un doposole dopo qualsiasi seduta; chi ha una pelle molto chiara non può sottoporsi ad alcuna seduta di lampada abbronzante.
Domande frequenti
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È vero che l'abbronzatura artificiale fa bene alle ossa grazie alla vitamina D?Sì, i raggi ultravioletti emessi dai solarium stimolano la produzione di vitamina D nell'organismo, nutriente essenziale per fissare il calcio e mantenere le ossa forti, prevenendo patologie scheletriche. Tuttavia, questo beneficio non giustifica un'esposizione indiscriminata. L'uso terapeutico dei raggi UV per integrare la vitamina D va valutato con cautela, poiché il rischio di danni cutanei immediati e cumulativi supera spesso i potenziali vantaggi. È preferibile assumere vitamina D tramite dieta o integratori specifici sotto controllo medico, riservando il solarium esclusivamente a fini estetici con estrema moderazione.
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Quali sono le regole fondamentali per usare il solarium in sicurezza?Per minimizzare i rischi, è obbligatorio aver compiuto 18 anni e attendere almeno 48 ore tra una seduta e l'altra. Il numero massimo consigliato è di 5-6 sedute all'anno. Prima della sessione, la pelle deve essere perfettamente pulita, senza trucco né profumi, per evitare reazioni fotosensibili. È vietato l'accesso a chi soffre di acne attiva, patologie cutanee o assume farmaci fotosensibilizzanti. Chi ha la carnagione molto chiara non dovrebbe sottoporsi a queste sedute. Infine, l'uso di creme protettive specifiche e di doposole lenitivi è indispensabile prima e dopo l'esposizione.
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Cos'è la tanoressia e quali sono i suoi segnali?La tanoressia è una patologia riconosciuta dalla comunità medica, definita come una vera e propria dipendenza dai raggi UV. Si manifesta con un rifiuto assoluto del proprio colorito naturale e una compulsione a esporsi artificialmente alla luce, indipendentemente dai rischi per la salute. Chi ne soffre continua ad andare al solarium nonostante le controindicazioni mediche o i danni già presenti sulla pelle. Questa condizione richiede un intervento specialistico, spesso psicologico, per affrontare il disturbo d'immagine e spezzare il circolo vizioso della dipendenza, poiché i danni fisici derivanti sono gravi e irreversibili.
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L'abbronzatura da solarium è davvero meno dannosa di quella naturale?Non necessariamente. Sebbene alcune fonti suggeriscano che i letti abbronzanti controllino meglio l'intensità dei raggi rispetto al sole imprevedibile, entrambi utilizzano radiazioni UV (UVA e UVB) che penetrano nella pelle causando danni cellulari invisibili a breve termine. Gli UVA accelerano l'invecchiamento cutaneo e aumentano il rischio di tumori della pelle, proprio come i raggi solari diretti. L'affermazione che il solarium sia 'meno dannoso' è fuorviante: il rischio oncologico esiste in entrambe le forme di esposizione. La protezione solare rigorosa e la limitazione del tempo di esposizione sono cruciali in entrambi i casi.
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Quanto spesso devo applicare la crema solare al solarium?A differenza dell'abbronzatura naturale in spiaggia, dove la crema va riapplicata ogni due ore, al solarium l'applicazione avviene generalmente prima della seduta, utilizzando prodotti specifici per lampade abbronzanti. Questi prodotti devono garantire una protezione adeguata ai raggi UVA/UVB emessi dalle macchine. Non si tratta di una protezione giornaliera continuativa, ma di una barriera necessaria per quella singola sessione. Dopo l'esposizione, è fondamentale applicare un doposole idratante e lenitivo per calmare la pelle e ridurre il rischio di desquamazione. Consultare sempre il tecnico del centro per le indicazioni precise sui prodotti consentiti dal macchinario.



