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Mononucleosi infettiva

Aggiornato il 18 ottobre 20164 capitoli5 domande frequenti
mononucleosi

Che cos'è la mononucleosi infettiva

La mononucleosi infettiva è un’infezione virale acuta che viene accompagnata da febbre alta, mal di gola e un notevole ingrossamento dei linfonodi, in particolare di quelli del collo. Per questo motivo la mononucleosi infettiva viene chiamata anche febbre ghiandolare di Pfeiffer. Un altro nome con cui è conosciuta questa patologia è malattia del bacio: infatti si trasmette molto facilmente con la trasmissione della saliva. Di conseguenza è facilissima la trasmissione del citomegalovirus oppure del virus di Epstein-Barr: sono questi a provocare la malattia e appartengono entrambi agli herpes virus, caratterizzandosi per le stesse modalità di diffusione. Infatti, proprio come accade nel caso dell'herpes, è sufficiente un bacio per trasmettere il virus da una persona all'altra. Per questo è necessario fare attenzione, soprattutto se si riscontra una fase epidemica.

Cosa bisogna tenere a mente

Anche se i virus che la causano sono facilmente trasmissibili, è bene ricordare che la mononucleosi infettiva compare solo se il soggetto viene a contatto per la prima volta con il virus a un'età in cui il sistema immunitario è molto efficiente, cioè durante l'adolescenza o all'inizio della vita adulta. Infatti la malattia colpisce i linfociti di tipo B in quanto cellule mononucleate. Nei Paesi industrializzati si ha la massima incidenza nell’adolescenza, quando i soggetti hanno 15-17 anni; al contrario nei Paesi in via di sviluppo vengono colpiti per lo più i bambini sotto i 5 anni. Una volta che il virus ha colpito l'organismo, attacca i linfociti, li infetta e si moltiplica, facendoli diventare atipici. Il decorso acuto ha una durata variabile e può andare dalle 4 alle 6 settimane a seconda dei casi.

Quali sono i sintomi della mononucleosi infettiva

I sintomi della mononucleosi infettiva sono classici, in quanto la malattia si manifesta subito con febbre e cefalea di intensità più o meno forte. In seguito i linfonodi del collo, dell’inguine e delle ascelle si ingrossano e diventano tumefatti; infine l’ingrossamento dei linfonodi del collo si trasforma in tonsillite e causa un forte mal di gola. L’infiammazione delle tonsille diventa a sua volta un ostacolo per la deglutizione, mentre solo in pochi casi la respirazione diventa difficoltosa. Occasionalmente può verificarsi in un lieve danno epatico che per alcuni giorni provoca ittero. Si tratta di una complicazione nel decorso della mononucleosi infettiva e nella metà dei casi può diventare grave se la milza si ingrossa. Infatti possono verificarsi emorragie e il conseguente shock ipovolemico del paziente; se il medico avverte l’ingrossamento delle milza è bene intervenire in maniera tempestiva. Le complicazioni della malattia avvengono nel 5% dei casi e possono riguardare anche l’anemia.

Il decorso e il trattamento della mononucleosi infettiva

Quasi tutti i pazienti guariscono senza dover assumere farmaci dopo 4-6 settimane. Se si somministra erroneamente l'antibiotico ampicillina si può causare l’aggravamento dei sintomi e un’eruzione cutanea. Bisogna rimanere a riposo per circa un mese per consentire al sistema immunitario di combattere e debellare il virus. In casi rari, quando l’infiammazione dei linfonodi è veramente grave, è necessario assumere farmaci corticosteroidi, in modo da facilitare la respirazione. Spesso, dopo la guarigione, per 2-3 mesi, il paziente si sente depresso, privo di energie e assonnato durante il giorno. Tuttavia nella maggior parte degli individui che presentano cronicamente facile affaticabilità le prove di laboratorio non confermano la diagnosi. Spesso la diagnosi risulta evidente in base ai sintomi e ai risultati di uno striscio ematico che evidenzia numerosi linfociti atipici. Può essere eseguito anche un test specifico per l'infezione, la prova per gli anticorpi eterofili, con cui vengono ricercati gli anticorpi, che possiedono la capacità unica di provocare l'aggregazione di globuli rossi di sangue di montone.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della mononucleosi e come si riconosce?
    La mononucleosi infettiva, nota anche come 'febbre ghiandolare', si manifesta principalmente con febbre elevata, forte mal di gola (spesso accompagnato da tonsillite) e un marcato ingrossamento dei linfonodi, specialmente a livello del collo, ma anche di ascelle e inguine. Altri sintomi comuni includono cefalea e difficoltà nella deglutizione. In alcuni casi può comparire un lieve ingiallimento della pelle (ittero) dovuto a un temporaneo danno epatico. È fondamentale distinguere questi sintomi da altre infezioni perché, sebbene siano tipici, richiedono una conferma medica attraverso esami specifici.
  • Come si trasmette il virus e chi è più a rischio?
    Il virus si trasmette prevalentemente tramite la saliva, motivo per cui la malattia è comunemente definita 'malattia del bacio'. Anche starnuti, tosse o la condivisione di posate e bicchieri possono diffondere l'infezione. I virus responsabili appartengono alla famiglia degli herpesvirus (Epstein-Barr e Citomegalovirus). La malattia colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti (15-17 anni) nei paesi industrializzati, poiché il sistema immunitario reagisce vigorosamente al primo contatto. Nei paesi in via di sviluppo, invece, tende a colpire bambini piccoli, spesso senza sintomi gravi.
  • Esiste una cura specifica o vaccino contro la mononucleosi?
    Attualmente non esiste alcun vaccino disponibile per prevenire la mononucleosi infettiva. Poiché si tratta di un'infezione virale, gli antibiotici sono inefficaci e il loro uso errato (come l'ampicillina) può addirittura peggiorare i sintomi causando eruzioni cutanee. Il trattamento è quindi sintomatico e basato sul riposo assoluto per diverse settimane, permettendo al sistema immunitario di eliminare il virus naturalmente. Solo in rari casi di grave infiammazione delle vie respiratorie, il medico potrebbe prescrivere corticosteroidi per ridurre il gonfiore.
  • Per quanto tempo dura la malattia e quali sono le complicanze possibili?
    Il decorso acuto della mononucleosi varia generalmente tra le 4 e le 6 settimane. Dopo la scomparsa dei sintomi principali, molti pazienti riportano astenia e sonnolenza per altri 2-3 mesi. Le complicanze serie sono rare (circa il 5% dei casi) ma importanti: l'ingrossamento della milza (splenomegalia) è frequente e richiede cautela fisica per evitare rotture. Altre complicanze possono includere anemia o danni epatici. È essenziale consultare immediatamente un medico se si avvertono dolori addominali forti a sinistra, che potrebbero indicare problemi alla milza.
  • Come avviene la diagnosi ufficiale di mononucleosi?
    La diagnosi si basa sull'osservazione clinica dei sintomi classici e viene confermata da esami di laboratorio. Lo striscio ematico periferico rivela la presenza di numerosi linfociti atipici, caratteristica distintiva dell'infezione. Inoltre, si esegue la prova degli anticorpi eterofili (test di Paul-Bunnell), che rileva anticorpi capaci di aggregare i globuli rossi di cavallo o montone. Questi test permettono di differenziare la mononucleosi da altre cause di faringite e febbre, assicurando una gestione corretta della terapia e evitando l'uso inutile di antibiotici.

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