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Non tutti i pazienti lamentano gli stessi sintomi. Caratteristico dell'ascesso dentario è il dolore, che ha quasi sempre un'intensità notevole, soprattutto quando si sfiora la zona infetta. Possono presentarsi anche gonfiore alle gengive, ipersensibilità dei denti e alitosi. Quando l'infezione è grave il paziente può avere linfonodi del collo ingrossati e febbre. In alcuni casi, però, anche se il paziente è affetto da ascesso dentario, egli può non avvertire sintomi, soprattutto se l'infezione è agli esordi o se interessa esclusivamente la gengiva. La diagnosi di ascesso dentario viene effettuata dal dentista, che, prima di tutto, osserva l'infiammazione e testa l'intensità del dolore toccando il dente interessato. Per prescrivere una terapia adeguata è bene prelevare un campione di pus per identificare la natura dell'infezione. Nei casi più gravi viene effettuata una radiografia per accertarsi che non si siano sviluppate complicazioni.
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In caso di ascesso dentario la terapia antibiotica è quasi sempre indispensabile. Nei casi moderatamente gravi, però, può essere necessaria l'incisione dell'ascesso per permettere il drenaggio del pus. L'azione di alcuni tipi di antibiotici è inibita dai fermenti contenuti nei latticini, perciò è bene evitare l'assunzione di tali alimenti in prossimità di quella dei medicinali. Antinfiammatori e antidolorifici, come FANS e paracetamolo, possono aiutare ad alleviare il dolore e abbassare la febbre, ma il loro abuso è dannoso per l'organismo. È sconsigliata, invece, l'assunzione di acido acetilsalicilico (più noto come aspirina); questa sostanza, anziché alleviare il fastidio, potrebbe aggravare l'irritazione della zona coinvolta dall'ascesso. A volte può essere necessario un intervento chirurgico: in base all'entità del danno e ai tessuti coinvolti potrebbe essere necessario devitalizzare il dente, incapsularlo o estrarlo. A volte all'estrazione segue il raschiamento dei tessuti molli residui. Quando l'ascesso raggiunge dimensioni importanti potrebbe concretizzarsi il rischio di setticemia, perciò sè necessario il ricovero in ospedale.
Un ascesso dentario non andrebbe mai trascurato, soprattutto da chi soffre di altre patologie. Le possibili complicazioni di tale patologia, infatti, potrebbero essere anche gravi: c'è il rischio che l'ascesso si rompa e vada ad invadere altre zone, che si estenda, che si ingrandisca fino a compromettere alcune funzionalità basilari. Un'infezione trascurata, inoltre, può sempre provocare la setticemia. Per prevenire gli ascessi dentari è bene curare la propria igiene orale, lavando i denti almeno tre volte al giorno, evitando però traumi alle gengive. Il collutorio va sempre usato, ma dopo il lavaggio con dentifricio. Lo spazzolino va cambiato spesso. In caso si sospetti la presenza di un ascesso, nell'attesa della cura prescritta dal medico, è bene evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, zuccheri e coloranti. Esistono diversi antidolorifici naturali, come i chiodi di garofano, che possono alleviare il dolore in attesa della cura farmacologica.
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