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lordosi fisiologica

Aggiornato il 07 luglio 20174 capitoli5 domande frequenti
Colonna vertebrale e curve fisiologiche

Che cos'è la fisiologica lordosi?

Il termine lordosi deriva dal greco antico ed è tradotto in italiano come curvatura, e di curvatura sul piano sagittale infatti si tratta, o meglio di curvature, dato che una lordosi è presente sia a livello lombare che a livello cervicale. Si tratta di curvature a concavità posteriore che si alternano ad altre due, stavolta a concavità anteriore, chiamate cifosi, presenti a livello toracico e sacrale. La fisiologica lordosi presente nella colonna vertebrale umana permette una migliore distribuzione del carico tra i corpi vertebrali e i dischi intervertebrali anteriormente, e le faccette articolari posteriormente. La lordosi lombare si è evoluta consensualmente all'aquisizione della stazione eretta, come fenomeno adattativo alla deambulazione bipede, migliorandone l'efficienza in termini energetici e di spinta.

Come si forma la lordosi fisiologica?

Il bambino alla nascita presenta una sola curva sul piano sagittale, infatti la colonna vertebrale del feto e del neonato nelle prime settimane di vita ha grosso modo la forma di una "C", forma adatta perfettamente allo sviluppo intrauterino. Durante la crescita, si faranno sempre più evidenti le quattro curve che caratterizzano la colonna vertebrale dell'adulto e in particolare la fisiologica lordosi. A determinare le curve contribuiscono la forma a cuneo dei corpi vertebrali e dei dischi intervertebrali, a livello lombare e cervicale infatti i dischi sono più alti anteriormente, mentre i corpi vertebrali sono cuneiformi in senso inverso. Appare oltremodo evidente la prevalenza della genetica nel determinare la fisiologica lordosi e le altre curve e non un'azione meccanica che agisce nel periodo postnatale per effetto della stazione eretta.

Patologie da aumento o diminuzione della lordosi fisiologica

La fisiologica lordosi può andare incontro ad un aumento o a una diminuzione della sua curvatura configurando un quadro rispettivamente di iperlordosi e ipolordosi. La tipica e più frequente di questa condizioni, soprattutto nelle donne, è l'iperlordosi lombare, dove si può trovare un angolo di curvatura che raggiunge e supera i 50°. Un individuo che presenta iperlordosi lombare manifesterà una serie di segni e sintomi. Tra i primi possiamo ascrivere addome prominente in avanti e glutei spinti all'indietro, tra i secondi dolore lombare e limitazione della mobilità. Più rara troviamo l'ipolordosi lombare che si caratterizzerà invece per una diminuzione della fisiologica lordosi, quadro questo che colpisce soprattutto individui che fanno vita sedentaria e un lavoro che li costringe a mantenere a lungo la posizione seduta.

Terapia

Le alterazioni della lordosi fisiologica non grave, possono trarre giovamento dall'esecuzione di esercizi mirati, da svolgere sotto consiglio e supervisione di un medico e di un fisioterapista. La ginnastica correttiva si propone di tonificare quei gruppi muscolari a cui è affidato l'equilibrio sul piano postero-anteriore del bacino. Per il trattamento dell'iperlordosi lombare risulta utile un programma che mira alla tonificazione dei muscoli addominali, glutei e muscoli posteriori delle cosce. Anche allungamenti selettivi dei muscoli psoas-iliaci, talvolta ipertrofici, possono favorire un ritorno alla normalità. In caso di Ipolordosi risulteranno utili programmi che prevedono allungamenti della catena muscolare posteriore in prima istanza, cui devono seguire estensioni attive o passive del tronco, in caso di ipolordosi l'esecuzione di esercizi per tonificare gli addominali deve essere eseguita in modo più blando.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra lordosi fisiologica e patologica?
    La lordosi fisiologica è la curvatura naturale e sana della colonna vertebrale nei tratti cervicali e lombari, essenziale per assorbire gli shock e distribuire il carico durante la stazione eretta. Diventa patologica quando questa curvatura subisce alterazioni significative, diventando eccessiva (iperlordosi) o ridotta (ipolordosi). Mentre la versione fisiologica supporta l'efficienza biomeccanica del corpo, quelle patologiche possono causare dolori cronici, rigidità e limitazioni funzionali, richiedendo spesso interventi correttivi.
  • Come si riconosce visivamente l'iperlordosi lombare?
    L'iperlordosi lombare, molto comune, si manifesta con una curvatura accentuata verso l'interno nella zona bassa della schiena. Visivamente, si nota un addome che tende a sporgere in avanti nonostante un peso corporeo nella norma e glutei marcatamente spinti all'indietro. Questa postura alterata può generare tensioni muscolari costanti, portando a dolori lombari ricorrenti e affaticamento, specialmente dopo periodi prolungati di stazione eretta o attività fisica intensiva.
  • Chi è maggiormente soggetto a sviluppare iperlordosi?
    L'iperlordosi colpisce prevalentemente le donne, ma può interessare chiunque abbia squilibri muscolari o posturali. È favorita da fattori genetici, obesità (che sposta il baricentro in avanti), gravidanza (per il peso uterino) e sedentarietà. Inoltre, sport che richiedono forte flessione del rachide o musculature addominale e glutea indebolita rispetto agli estensori della schiena aumentano il rischio di sviluppare questa curvatura eccessiva nel tempo.
  • Quali esercizi sono consigliati per correggere l'iperlordosi?
    Per correggere l'iperlordosi, è fondamentale rafforzare i muscoli antagonisti che tirano il bacino in posizione neutra. Gli esercizi migliori includono addominali (come il plank), glutei e la parte posteriore delle cosce. Parallelamente, è cruciale allungare i muscoli accorciati, in particolare lo psoas iliaco e i flessori dell'anca. Una combinazione di potenziamento addominale e stretching dei flessori aiuta a ripristinare l'allineamento pelvico, riducendo la curvatura eccessiva e alleviando il dolore associato.
  • Cosa causa l'ipolordosi e come si cura?
    L'ipolordosi, o schiena piatta, è una riduzione anomala della curvatura lombare, spesso dovuta a vita sedentaria e posture scorrette mantenute a lungo. La terapia prevede principalmente l'allungamento della catena muscolare posteriore e l'esecuzione di estensioni attive o passive del tronco per recuperare la curva. Diversamente dall'iperlordosi, il potenziamento degli addominali va fatto con cautela e in modo blando, poiché un'eccessiva contrazione addominale potrebbe aggravare l'appiattimento della colonna.

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