Frattura femore anziano, i rischi
Le persone in età avanzata ( dai 60 anni in su) sono altamente soggetti al rischio di fratture del femore, poiché le loro articolazioni sono indebolite dall'età, da eventuali malattie come l'osteoporosi, o dalla carenza di calcio. L'ossatura non è più in grado di sostenere il peso corporeo e le altre patologie di cui la persona può soffrire, indeboliscono l'organismo, rendendo le cadute più frequenti e il femore più fragile. Circa il 20% dei pazienti anziani che riportano fratture del femore, non riesce a superare l'incidente. Per gli altri pazienti sono invece elevati i rischi di embolia polmonare ed emorragia, trombosi venosa e difficioltà nella riabilitazione. I soggetti più colpiti dai rischi sono le donne, poiché più spesso soffrono precedentemente alla caduta di osteoporosi, che velocizza il processo degenerativo del tessuto osseo. In seguito alla frattura, possono verificarsi delle complicazioni che rendono la riabilitazione per gli anziani particolarmente difficile.
Come avviene la frattura del femore nell'anziano
L'anziano è debilitato da diverse patologie e spesso presenta anche disturbi del sonno che indeboliscono il suo fisico, quindi è più soggetto alle cadute. In seguito all'incidente, se si è verificata la frattura, lamenta dolore all'inguine che si protrae fino al ginocchio e fa fatica a rialzarsi. In alcuni casi la frattura è immediatamente visibile, perché la gamba colpita risulta girata verso l'esterno e leggermente più corta del normale. Solo dopo aver effettuato la radiografia, però, è possibile stabilire se la frattura riguarda la testa del femore, il collo, il trocanterio o la parte centrale del femore. In seguito alla frattura, possono verificarsi delle complicazioni che rendono la riabilitazione per gli anziani particolarmente difficile, come la necrosi che spesso compare entro i primi due anni dalla frattura.
Anatomia del femore e punti di frattura
Il femore è l'osso della coscia, che si collega nella parte superiore all'anca e in quella inferiore al ginocchio. Questo osso è composto da una parte centrale allungata (diafisi) e dalle due estremità (epifisi). Il collegamento con l'anca avviene tramite la testa del femore. Subito dopo c'è il collo del femore, che è la parte più soggetta alle fratture, poiché il peso corporeo grava principalmente su questo punto. La frattura può verificarsi all'attaccatura della testa, nel mezzo del collo o alla base. Il frammento che si distacca spesso si sposta verso l'alto. Anche il corpo del femore può rompersi, in questo caso si tratta di frattura del femore distale, in prossimità del ginocchio. Nei casi di frattura, è assolutamente necessario non spostare la persona infortunata, per evitare di aggravare il problema.
Intervento su frattura
Nei casi di frattura si può intervenire chirurgicamente per risaldare l'osso, ma l'intervento nelle persone anziani va valutato attentamente dal medico, perché potrebbe comportare dei rischi ( le persone anziane sono più a rischio per l'anestesia). Nei casi in cui è possibile, si interviene fissando le estremità delle ossa con dei chiodi metallici o placche. Un altro tipo di intervento comporta la sostituzione (parziale o totale) dell'articolazione con una protesi metallica. L'intervento riuscito comporta notevoli vantaggi per il paziente, perché evita di dover rimanere allettato per molto tempo, con la conseguente comparsa di piaghe da decubito e immobilizzazione, senza sottovalutare gli effetti psicologici negativi che la permanenza a letto produce soprattutto negli anziani. La frattura del femore negli anziani provoca in alcuni casi anche la morte, poiché provoca un aggravamento delle condizioni di salute della persona e può causare infezioni.
Domande frequenti
-
Quali sono i segnali immediati che indicano una probabile frattura del femore in un anziano?I sintomi principali includono un dolore intenso all'inguine che può irradiarsi fino al ginocchio e l'impossibilità di alzarsi o appoggiare il peso sulla gamba colpita. Un segno clinico distintivo è spesso la rotazione esterna della gamba ferita, che appare inoltre accorciata rispetto all'altra. È fondamentale non muovere la persona per evitare danni aggiuntivi ai tessuti circostanti e ai vasi sanguigni. La conferma definitiva della frattura e della sua localizzazione precisa (collo, trocantere o diafisi) richiede sempre esami radiografici specialistici eseguiti in ambiente ospedaliero.
-
Perché le donne anziane hanno un rischio maggiore di frattura del femore rispetto agli uomini?Le donne sono statisticamente più colpite a causa della maggiore incidenza di osteoporosi, una condizione che accelera il deterioramento del tessuto osseo, specialmente dopo la menopausa. Questa perdita di densità minerale rende le ossa estremamente fragili e predisposte alla rottura anche in seguito a traumi minimi, come una semplice caduta da seduti o mentre si cammina. Inoltre, fattori legati all'età avanzata, come la riduzione della massa muscolare e possibili disturbi dell'equilibrio, contribuiscono ad aumentare la frequenza delle cadute, moltiplicando il rischio di incidenti gravi.
-
È sempre necessario operare chirurgicamente per risolvere una frattura del femore nell'anziano?Nella maggior parte dei casi, l'intervento chirurgico è la scelta preferita per permettere un recupero precoce e ridurre i rischi associati alla lunga degenza a letto. Le opzioni includono la fissazione con chiodi o placche metalliche, oppure la sostituzione parziale o totale dell'articolazione con una protesi. Tuttavia, la decisione deve essere valutata attentamente dal team medico considerando lo stato generale di salute del paziente, poiché l'anestesia e il trauma operatorio presentano rischi maggiori negli anziani fragili. L'obiettivo principale è evitare le complicanze da immobilità prolungata.
-
Quali sono le complicazioni più pericolose successive alla frattura del femore?Le complicanze sono numerose e potenzialmente letali. Tra le più gravi vi sono l'embolia polmonare, la trombosi venosa profonda e le emorragie interne. A lungo termine, l'immobilizzazione forzata aumenta il rischio di piaghe da decubito, infezioni polmonari (polmonite ab ingestis) e atrofia muscolare. Un'altra complicanza specifica è la necrosi avascolare della testa del femore, che può manifestarsi entro i primi due anni post-operatori. Statisticamente, circa il 20% dei pazienti anziani non supera l'evento acuto, sottolineando la gravità clinica di questa patologia.
-
Quanto dura il periodo di riabilitazione e quali sono le prospettive di recupero?La riabilitazione è un processo complesso e lungo che inizia solitamente poco dopo l'intervento chirurgico, non appena le condizioni cliniche lo permettono. L'obiettivo è recuperare la mobilità articolare e la forza muscolare per tornare a camminare autonomamente. Tuttavia, il recupero completo può richiedere mesi e non tutti i pazienti riacquistano la piena autonomia pre-frattura. La collaborazione attiva del paziente, il supporto psicologico per contrastare la depressione post-trauma e una nutrizione adeguata sono elementi cruciali per migliorare le probabilità di successo terapeutico e la qualità della vita residua.





