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Risonanza cervicale

Aggiornato il 09 dicembre 20154 capitoli5 domande frequenti
dolori cervicali

Caratteristiche principali della risonanza cervicale

La risonanza magnetica è una metodica diagnostica mediante la quale viene utilizzato un intenso campo magnetico e onde di radiofrequenza. La risonanza cervicale esamina la specifica regione della colonna vertebrale e consente di avere immagini tridimensionali senza l'invasività della TAC e delle sue radiazioni ionizzanti. Questa tecnica è utile per controllare i dischi intervertebrali, le vertebre stesse e il midollo spinale. Il paziente non corre alcun pericolo né rischia di provare dolore o fastidio tranne quello che potrebbe causare ad alcuni il rumore della strumentazione. La persona che deve essere sottoposta all'esame deve entrare nel macchinario distendendosi su un lettino. È fondamentale che durante tutta la durata della risonanza il paziente resti completamente immobile per una ottimale riuscita dell'esame diagnostico.

Risonanza magnetica: preparazione, precauzioni e controindicazioni

Il paziente che deve essere sottoposto a risonanza cervicale non ha normalmente bisogno di preparazione. Nel caso in cui sia previsto l'impiego di un mezzo di contrasto, può essere necessario un trattamento preventivo per evitare reazioni allergiche in individui sensibili. Le persone che portano un pacemaker non devono effettuare questo esame, come anche i portatori di dispositivi attivati magneticamente (elettrodi e neurostimolatori). La stessa precauzione vale anche per i portatori di protesi di incerta compatibilità con i campi magnetici. Se il paziente ha dubbi circa la presenza nel proprio corpo di elementi metallici (come protesi, clip e punti di sutura) deve comunicarlo al medico che effettuerà esami radiografici per accertarne la reale presenza. La risonanza magnetica si sconsiglia nei primi due mesi di gravidanza.

Patologie evidenziate dalla risonanza magnetica cervicale

All'inizio dell'esame diagnostico la zona cervicale del paziente viene poggiata su uno specifico supporto con intorno una bobina ricetrasmittente, con il volto che resta scoperto. La durata della risonanza cervicale è di mezz'ora circa. Oltre ad essere più sicura per la salute, rispetto alla TAC la tecnica permette una migliore valutazione del distretto soprattutto in relazione ai tessuti molli (midollo, dischi e nervi). L'esame consente soprattutto la diagnosi di un'eventuale ernia del disco, di lesioni del midollo spinale per sclerosi multipla o tumori, di traumi delle vertebre o presenza in esse di neoplasie. Nella maggior parte dei casi di risonanza non è richiesto l'uso del mezzo di contrasto a parte quando si verificano danni al tessuto nervoso.

Risonanza cervicale e diagnosi più comuni

Il motivo principale che porta il medico a prescrivere una risonanza cervicale è la cervicalgia del paziente. Quest'ultimo accusa dolore nella parte più alta della schiena, al collo o alla nuca, all'altezza delle 7 vertebre cervicali e più giù, fino alle spalle. Il dolore può essere di origine muscolare (il classico "torcicollo"). A volte la causa risiede nei legamenti attorno alla colonna vertebrale. Il dolore è determinato da un antifisiologico e continuo stato di contrazione che si manifesta più frequentemente nei periodi di forte stress psicofisico. L'altra comune causa di cervicalgia è la degenerazione artrosica di una o più vertebre o, più esattamente, delle faccette articolari. La fuoriuscita di un disco intervertebrale dalla sua sede, con eventuale pressione su un nervo, e la sua degenerazione dovuta all'età sono altre frequenti cause di dolore cervicale.

Domande frequenti

  • Devo prepararmi in qualche modo prima di eseguire la risonanza magnetica cervicale?
    Nella maggior parte dei casi, la risonanza magnetica cervicale non richiede alcuna preparazione specifica da parte del paziente. Si può mangiare e bere normalmente prima dell'esame. Tuttavia, se il medico ritiene necessario l'utilizzo di un mezzo di contrasto per migliorare la visibilità di alcune strutture, potrebbero essere richiesti esami del sangue preliminari per verificare la funzionalità renale o trattamenti preventivi per chi ha note reazioni allergiche. È fondamentale comunicare tempestivamente al personale sanitario eventuali allergie, specialmente allo iodio o al gadolinio, per permettere una gestione appropriata della procedura e garantire la massima sicurezza durante l'intervento diagnostico.
  • Chi non può assolutamente sottoporsi alla risonanza magnetica del collo?
    La risonanza magnetica utilizza potenti campi magnetici, quindi è severamente controindicata per chi possiede dispositivi medici impiantati a base metallica attiva. Tra questi vi sono i pacemaker cardiaci tradizionali, gli stimolatori neurali e certi tipi di elettrodi cocleari. Anche alcune protesi vascolari o clip chirurgiche antiche possono rappresentare un rischio di spostamento o surriscaldamento. Inoltre, l'esame è generalmente sconsigliato durante i primi due mesi di gravidanza, periodo critico per lo sviluppo fetale, salvo casi di stretta necessità medica valutata attentamente dal ginecologo e dal radiologo. Chi ha tatuaggi contenenti metalli o trucco permanente dovrebbe informare il tecnico, poiché potrebbero causare lievi bruciore durante l'esame.
  • Cosa riesce a vedere meglio la risonanza cervicale rispetto alla TAC?
    A differenza della TAC, che utilizza raggi X e radiazioni ionizzanti, la risonanza magnetica non espone il paziente a radiazioni nocive e offre una risoluzione superiore per i tessuti molli. Questo la rende l'esame d'elezione per visualizzare dettagliatamente il midollo spinale, i dischi intervertebrali, i nervi e i legamenti. Mentre la TAC è eccellente per valutare la struttura ossea delle vertebre, la risonanza è indispensabile per diagnosticare ernie del disco, compressione nervosa, lesioni del midollo dovute a sclerosi multipla, infiammazioni o piccoli tumori. La capacità di creare immagini tridimensionali ad alto contrasto permette ai medici di distinguere con precisione tra tessuto sano e patologico nelle aree circostanti la colonna cervicale.
  • Quali sono i sintomi che spingono il medico a richiedere questa visita?
    Il sintomo principale che porta alla prescrizione della risonanza cervicale è la cervicalgia persistente, ovvero dolore localizzato al collo, alla nuca o che si irradia alle spalle e talvolta alle braccia. Questo dolore può derivare da contratture muscolari acute, ma spesso indica problemi strutturali come la degenerazione artrosica delle faccette articolari o l'erniazione di un disco intervertebrale che preme sui nervi. Altri campanelli d'allarme includono formicolii, debolezza agli arti superiori, mal di testa cronici di origine cervicogenica o deficit neurologici. Se il dolore non migliora con terapie conservative o se sono presenti segni di coinvolgimento del sistema nervoso centrale, la risonanza diventa essenziale per identificare la causa precisa e pianificare il trattamento corretto.
  • Come ci si comporta durante l'esame per garantirne il successo?
    Durante la risonanza magnetica cervicale, il paziente deve sdraiarsi supino su un lettino mobile che scorre all'interno del tunnel del magnete. Una volta posizionato, la zona del collo verrà immobilizzata con supporti specifici e circondata da una bobina ricetrasmittente per captare il segnale. La regola d'oro è restare completamente immobili per tutta la durata della procedura, che dura circa trenta minuti. Qualsiasi movimento, anche minimo come deglutire o tossire violentemente, può compromettere la nitidezza delle immagini rendendo l'esame inutilizzabile. Il paziente sentirà forti rumori di battito dovuti alle vibrazioni della macchina; è quindi obbligatorio indossare tappi auricolari o cuffie fornite dal centro per proteggere l'udito e ridurre l'ansia.

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