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Le cause che portano allo sviluppo di calcoli biliari sono varie, tra cui anche la dieta quotidiana ha sicuramente il suo peso. L'alimentazione colecisti è però in genere consigliata solo a coloro che soffrono di calcolosi biliare. I calcoli di colesterolo sono particolarmente dolorosi e pericolosi. Quando si formano si ha la stasi della bile, che non riesce più a defluire correttamente dalla cistifellea al duodeno. Questo evento è causa delle cosiddette coliche biliari; un soggetto che soffre di calcolosi biliare può avere i sintomi di una colica più volte nel corso del tempo, a volte con cadenza abbastanza ravvicinata. Queste crisi possono essere correlate ad un episodio di eccessivo consumo di alimenti contenenti colesterolo, ma può non essere questo il fattore scatenante. Molto spesso la colica si avverte nel momento in cui un calcolo si sposta in vicinanza del coledoco, dotto che trasporta la bile dal fegato al duodeno, bloccando la corretta circolazione biliare. In situazioni di questo tipo il soggetto può andare incontro a patologie molto gravi, come ad esempio la pancreatite o l'epatite.
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La terapia per la calcolosi biliare comporta l'asportazione della cistifellea, se non subentrano fattori di rischio che sconsigliano questa via. In attesa dell'intervento è importante che il soggetto assuma una corretta alimentazione colecisti, per evitare l'aggravarsi del problema e la possibilità che si verifichi una colica. La dieta per chi soffre di calcoli biliari è varia, ma particolarmente parca. Si tratta di evitare di assumere eccessive quantità di colesterolo con la dieta, ma anche di fare in modo che il nostro organismo ne produca in quantità corrette. Il consiglio è quindi quello di assumere pasti numerosi nel corso del giorno, con poche calorie e con minime quantità di grassi, soprattutto se saturi. Si devono preferire grassi mono o polinsaturi, come ad esempio l'olio d'oliva e proteine di origine vegetale. Via libera alle fibre, che permettono di assorbire più lentamente i nutrienti dal cibo durante la digestione. L'alimentazione colecisti comporta anche la necessità di bere regolarmente e di aumentare l'apporto di alcune sostanze, che aiutano a mantenere il colesterolo nel circolo biliare, tra cui la vitamina C. Da eliminare fritture, insaccati e carni grasse.
L'alimentazione colecisti dopo la colecistectomia dipende da soggetto a soggetto. In linea teorica la cistiefllea è un organo non essenziale per il nostro corpo; una volta levata questa piccola sacca la bile viene ancora prodotta dal fegato, ma fluisce costantemente verso il duodeno. C'è però una piccola valvola, che permette di rilasciarne in quantità maggiore nel caso in cui si assumano alimenti ricchi di grassi. Subito dopo l'intervento però è importante seguire un'alimentazione morigerata, evitando qualsiasi tipo di alimento grasso o ricco di calorie, ma anche i pasti abbondanti e pesanti. Nel corso delle settimane si potranno introdurre anche i cibi più pesanti, in porzioni contenute, per verificare che il nostro organismo sia in grado di digerirli correttamente. Se non si verificano sintomi, il soggetto può tornare ad un'alimentazione del tutto normale, cercando comunque di evitare l'eccesso di peso e le abbuffate. Chi invece manifesta dei sintomi, come ad esempio affaticamento, dissenteria o stipsi, dovrà tornare per breve tempo all'alimentazione colecisti che praticava prima dell'intervento, fino alla scomparsa dei sintomi, quindi verdure, cereali integrali e pochi grassi.
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